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Chi sono · Artist statement

Coltivo idee tra le macerie del superfluo

La mia ricerca artistica nasce dove la società dei consumi interrompe lo sguardo: nel rifiuto, nell’abbandono, in ciò che viene giudicato oramai privo di valore. Non mi limito a riutilizzare la materia, ma compio un atto di riscatto ontologico. Nel legno segnato dal tempo, nel rame ossidato, nel ferro e nei componenti elettronici dismessi cerco una memoria fossile, una voce soffocata che attende soltanto di essere liberata e restituita al mondo sotto forma di racconto.

Attraverso l’assemblaggio, la pirografia, lo scavo e la luce, pratico una sorta di archeologia del presente. Trasformo lo scarto in reliquia e la materia grezza in un linguaggio per tradurre concetti astratti in forme tangibili. Credo in un’arte che non sia una sterile decorazione, ma un’alchimia etica e uno strumento di scasso intellettuale: un mezzo diretto per scardinare la “gabbia dell’ignoranza” e la cultura dell’omologazione in cui il sistema tenta di imporci.

In un’epoca che corre verso l’apparenza e la velocità, le mie composizioni polimateriche invitano a rallentare, ad aprire gli occhi e a guardare oltre la superficie. Ogni opera è un cantiere di resistenza e di speranza, la dimostrazione che proprio là dove il mondo vede solo macerie e scarti, la sensibilità e il pensiero umano possono far germogliare nuova bellezza, consapevolezza ed essenza.

Berardino Galasso

Ritratto di Berardino Galasso
Nome
Berardino Galasso, in arte LARteVO
LARteVO
Laboratorio d'Arte e Riciclo Vecchi Oggetti
Base
Melfi (PZ), Basilicata

Biografia

Uno «scasso intellettuale»

Berardino Galasso, in arte LARteVO, è un artista e scultore autodidatta con base a Melfi. Forte di un'esperienza trentennale nel mondo della produzione industriale, Galasso trasferisce nella sua arte una profonda conoscenza della materia, elaborando uno stile unico che spazia dal recupero concettuale di elementi grezzi e industriali fino alla sensibilità vibrante dei soft pastel e della luce.

Attraverso una spiccata versatilità espressiva, la sua ricerca si configura come un vero e proprio "scasso intellettuale", un'indagine plastica che scava sotto la superficie delle convenzioni per esplorare le crisi, il dolore e le ferite dell'esistenza, trasformandole in feritoie da cui far evadere la rinascita e il colore.

Dicono di lui

«Galasso è un artista impegnato, schierato dalla parte di chi, armato d'arte, fronteggia per conto del vero e del giusto i soprusi e le menzogne. I suoi polimaterici sono mirabili opere dell'ingegno e meravigliosi oggetti apotropaici.»

Francesco Cardone

«Assemblare materiali eterogenei e riciclati per realizzare composizioni che, mentre rappresentano tridimensionalmente la sua opinione, pubblicizzano di fatto i vantaggi del riciclo. Vagheggia a modo proprio una personale Città del Sole in miniatura.»

Francesco Cardone

«Galasso pratica una sorta di "archeologia del presente". Utilizzando legno, metalli e oggetti dimenticati, non si limita al riciclo ecologico, ma compie un'operazione di riscatto ontologico, trasformando il rifiuto in reliquia.»

Antonio Bruscella

«L'uso della pirografia (scrittura col fuoco) e del bassorilievo suggerisce una volontà di scavo. Non c'è solo l'assemblaggio, ma anche la sottrazione e la marcatura a fuoco che riflettono la condizione umana.»

Antonio Bruscella

«Berardino Galasso si distingue come artista polimaterico autodidatta dedito alla costante sperimentazione tra recupero e concetto, esplorando il dialogo profondo tra memoria personale e impegno sociale.»

Prof. Marco Tedesco

«Attraverso l'uso dei quattro elementi — aria, acqua, terra e fuoco — Berardino Galasso crea nuove visioni: ricerca, sperimentazione, assemblaggio, riciclo, riuso, ricodificare e far riemergere.»

Rossella Liccione

«Una verità cruda che invita il fruitore a prendere consapevolezza degli stadi più profondi della psiche, lanciando un messaggio di cura e gentilezza verso l'universo fatto di materia e linfa.»

Rossella Liccione

«Unisce esperienza e padronanza tecnica nel saper assemblare materiali di recupero come legno, metallo, cartone, pietre e oggetti di uso comune, trasformando la materia in pura sperimentazione e innovazione.»

Mariapina Logrippo

«Ogni sua creazione è un pezzo unico, in perfetto equilibrio tra natura e arte sostenibile. Distintosi per l'autenticità del suo linguaggio e la carica emotiva delle sue opere.»

Adriana Mecca

Curriculum artistico

Premi e riconoscimenti

2025

Matera

1° Classificato Sezione Scultura al 2° Concorso Internazionale "La magia del Natale" con l'opera Essenza.

Vedi l'opera

2024

Matera

1° Classificato Sezione Artigianato Artistico al 1° Concorso "La magia del Natale" (Officina Mediterranea, Palazzo dell'Annunziata) con l'opera Semen Spei (in collaborazione con Joy Santarsiero).

2022

Marsiglia, Francia

Attestato di merito alla fiera internazionale Art3F – International Contemporary Art Fair con pubblicazione dell'opera Infinitudine dell'autocoscienza nel catalogo Calameo 2022.

«Opera realizzata in collaborazione con Joy Santarsiero, vincitrice del primo premio nella sezione artigianato artistico al concorso La Magia del Natale di Matera.»

Prof. Marco Tedesco

«È per me motivo di profondo orgoglio e autentico onore aver accolto nel percorso espositivo della rassegna un manufatto artistico di così elevato e fulgido pregio.»

ARPA (Andreolo Raimondo Pompeo Antonio)

Mostre ed esposizioni

  1. 2026 Potenza

    Biennale Internazionale di Arte Contemporanea (BIAC 2026) – Museo Archeologico Provinciale M. La Cava (1 Aprile – 29 Maggio 2026).

  2. 2025 Avigliano

    Mostra Personale in occasione dell'evento "Via degli Artigiani" (18–20 Agosto 2025).

  3. 2025 Melfi

    Mostra "Uno sguardo oltre" c/o Sala Spinelli – Palazzo Vescovile (Falconeria, col patrocinio del Comune di Melfi e Proloco, 23–26 Ottobre 2025).

  4. 2025 Melfi

    Mostra "Anime in viaggio" c/o Piazza Duomo (In collaborazione con Caffè Naiff e Scuola Arti Musicali Federico II, 2–8 Agosto 2025).

  5. 2025 Melfi

    Mostra "ART MAKING" c/o Sala Spinelli – Palazzo Vescovile (11 Maggio 2025).

  6. 2022 Melfi

    Mostra collettiva c/o Scuola Arti Musicali Federico II (22–23 Ottobre 2022).

Installazioni urbane, formazione ed esposizioni permanenti

  1. 2025–2026

    Installazioni urbane collettive per l'evento "Laudatosì – Melfi Città della Luce" (13 Dicembre 2025 – 8 Gennaio 2026).

  2. 2025

    Diploma Laboratorio Creativo di Ceramica – CSV Basilicata (Melfi, 1 Aprile – 31 Maggio 2025).

  3. Dal 2025

    Esposizione permanente c/o Vetrina Galleria Passe-partout, Piazza Duomo – Melfi (Scuola Arti Musicali Federico II).

  4. 2026

    installazione stratificata scenografica dal titolo. “Forenza: tra memoria e presente” Installazione permanente presso il comune di Forenza

Sguardo critico

Antologia critica

Francesco Cardone

Maestro d'arte

L'esordiente aurora: etica, materia e riscatto

«L'artista è come una sorta di alchimista o meglio come un oculista sui generis che non corregge la vista, ma cerca di far aprire gli occhi alla gente.»
Leggi il testo integrale

È una peculiarità dell’arte: essere anche un formidabile strumento di denuncia.

I polimaterici di Berardino Galasso al momento ne sono un chiaro esempio, oltre a essere mirabili opere dell’ingegno e apparire per certi versi come meravigliosi oggetti apotropaici. Dalle premesse non è difficile dedurre che Galasso attualmente sia un artista impegnato, ovvero schierato dalla parte di chi oggi come ieri, armato di arte, fronteggia per conto del vero e del giusto i soprusi, le menzogne, gli illeciti evidenti e non, che da sempre cercano di fare il bello e il cattivo tempo di una società. Non c’è bisogno di essere in odore di santità per essere paladini di buoni (sani) valori (valori positivi): occorre solo essere delle brave persone. E chi conosce Galasso non può non sottolineare quanto questa caratteristica morale caratterizzi la sua personalità.

Questa considerazione vale per dire che essere portatori sani di umanità è un fattore che anche nell’arte gioca un ruolo non indifferente, soprattutto perché, fra l’altro, vanifica la vanità e la gloria fini a se stesse ponendola alle dipendenze della sostanza delle cose, che fa diventare onorevole l’apparenza, rispettabile e con una forma mentis con i piedi ben piantati a terra come un seme che vuol crescere e svilupparsi per dare il meglio di sé, soprattutto quando ha la testa tra le nuvole della creatività e dell’immaginazione.

Se il buongiorno si vede dal mattino, “l’esordiente aurora galassiana” non solo è suggestiva, rapinosa, magica come ogni alba, ma è anche luce foriera di un percorso che di questo passo difficilmente potrà evitare all’artista di finire in una splendida pleiade come una coinvolgente stella cometa dell’arte per tutti i Re Magi tesi verso l’intelligenza che cerca di eradicare o rendere meno invasiva la stupidità.

I polimaterici di Galasso non sono sculture e non sono installazioni: sono composizioni polimateriche che rientrano nelle correnti d’arte contemporanea del Polimaterismo dell’Arte Materica, dell’Arte Informale e Concettuale, almeno fino a quando non sarà lui stesso a caratterizzare in maniera più appropriata il suo lavoro.

È la sua particolare maniera di esprimersi per mezzo dell’arte: assemblare materiali eterogenei, riciclati, e realizzare composizioni che, mentre rappresentano tridimensionalmente la sua opinione in merito a determinati argomenti, pubblicizzano di fatto i vantaggi del riciclo ed implicitamente le potenziali convenienze di cui può usufruire una società multirazziale ben assestata. Vagheggia a modo proprio una personale Città del Sole in miniatura.

L’opera “galassiana” è particolarmente ricca di aperture e slanci che la rendono fortemente dinamica, in cui si promuove come stimolo di riflessione e di “autoreverse”. Come i quadri astratti, i suoi polimaterici non sono di immediata e facile fruizione, pertanto sono affidati alla libera interpretazione di chi, non avendo avuto la possibilità di discorrere con il loro autore, è costretto a “passeggiare” con lo sguardo e con il pensiero su e giù per i piani e dislivelli della struttura che ha sotto gli occhi. Ma è proprio grazie a questa, attingendo dalla propria sensibilità, che nasce l’Eureka soggettivamente condiviso e risolutivo del proprio pensiero.

Ma è proprio da qui che comincia il bello e, oserei dire, il pedagogico: perché proprio come i quadri astratti, anche i suoi polimaterici sollecitano l’attenzione, i sentimenti e le emozioni di chi li guarda ad aprirsi a nuovi orizzonti interpretativi verso cui protendere e sciogliere un pensiero irrigidito ed ossidato da un permanente quotidiano già visto, fritto e ritrito, inducendoli — o meglio incoraggiandoli — a voltare angoli del pensiero mai svoltati; a percorrere percorsi che, liberando le vene dal pregiudizio, fanno scorrere il pensiero in una stanza nella quale abbiamo aperto la finestra per far cambiare l’aria viziata che si respirava, dove un leggero mal di testa è un sintomo di benessere del nuovo che sta prendendo il posto del vecchio.

L’arte per certi versi può essere vista come una bacchetta magica, come una panacea, come un bel film, e l’artista come una sorta di alchimista o meglio come un oculista sui generis che non corregge la vista, ma cerca di far aprire gli occhi alla gente.

Infine Ad Maiora è un Ad Maiora che si fa anche suggerimento a prestare attenzione al terreno sul quale si sta muovendo l’entusiasmo: un terreno che cede velocemente e non regge al peso dell’incoerenza.

Antonio Bruscella

Membro del Comitato tecnico scientifico BIAC - Potenza

Resistenza Materica: L'Archeologia del Presente di Berardino Galasso

«La sua arte è una "resistenza materica": il tentativo riuscito di dimostrare che la bellezza e la consapevolezza possono nascere proprio da ciò che la società dei consumi ha deciso di scartare.»
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Si inserisce in quel filone della scultura contemporanea dove l’oggetto non è mai un punto d’arrivo, ma un pretesto narrativo. Essere un artista “polimaterico autodidatta” nel suo caso non indica una mancanza di accademia, bensì una libertà esecutiva che gli permette di approcciare il materiale senza i pregiudizi della tecnica tradizionale.

Galasso pratica una sorta di “archeologia del presente”. Utilizzando legno, metalli e oggetti dimenticati, non si limita al riciclo ecologico, ma compie un’operazione di riscatto ontologico. L’oggetto, strappato all’oblio della discarica o dell’abbandono, viene nobilitato dal gesto artistico. Il materiale porta con sé una “memoria fossile” che Galasso intreccia con il proprio vissuto autobiografico, trasformando il rifiuto in reliquia.

L’uso della pirografia (scrittura col fuoco) e del bassorilievo suggerisce una volontà di scavo. Non c’è solo l’aggiunta di materiale (assemblaggio), ma anche la sottrazione e la marcatura a fuoco. Questo contrasto riflette la condizione umana: siamo il risultato di ciò che accumuliamo (esperienze) e di ciò che ci segna profondamente (traumi, passioni).

La visione di Galasso è fortemente antagonista. La sua definizione della società come una “gabbia d’ignoranza” imposta dal sistema trasforma le sue opere in strumenti di scasso intellettuale. L’opera polimaterica diventa un manifesto contro l’omologazione. Se il sistema produce oggetti in serie, Galasso risponde con l’unicità dell’assemblaggio irregolare e “sporco” di vita vissuta.

Il punto di forza di Berardino Galasso risiede nella capacità di rendere tangibile l’astratto. Mentre molta arte concettuale contemporanea rischia di diventare fredda o eccessivamente cervellotica, la sua scelta polimaterica mantiene un legame viscerale con la materia. La sua critica sociale non resta sospesa nel vuoto, ma si poggia sulla pesantezza del ferro e sulla rugosità del legno.

La sua arte è una “resistenza materica”. È il tentativo riuscito di dimostrare che la bellezza e la consapevolezza possono nascere proprio da ciò che la società dei consumi ha deciso di scartare.

Prof. Marco Tedesco

Storico e Critico d'Arte, Referente Regionale Officina Mediterranea

Il recupero concettuale nella poetica di LARteVO

«L'arte è la chiave con la quale si possono scardinare e aprire tutti i lucchetti di quell'enorme gabbia sociale che si chiama 'gabbia dell'ignoranza' che il sistema tenta di imporci.»
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In Basilicata l’arte assume da secoli un ruolo fondamentale: la si respira in ogni angolo di questa regione. Nel panorama contemporaneo, Berardino Galasso si distingue come artista polimaterico autodidatta dedito alla costante sperimentazione tra recupero e concetto. Attraverso l’uso di legno, metalli, oggetti dimenticati e materiali di riciclo, egli esplora il dialogo profondo tra memoria personale e impegno sociale, utilizzando il simbolo e la composizione per stimolare una riflessione acuta sulla condizione umana contemporanea.

Specializzato in assemblaggi, pirografia e bassorilievi, Galasso cerca costantemente di tradurre concetti astratti in forme tangibili. La sua ricerca trasforma oggetti in disuso in opere concettuali cariche di valore autobiografico e narrativo. Per l’artista, l’arte è il mezzo attraverso il quale è possibile comunicare senza parole; è la chiave con la quale si possono scardinare e aprire tutti i lucchetti di quell’enorme gabbia sociale che si chiama “gabbia dell’ignoranza” che il sistema tenta di imporci.

Attivo intensamente sul territorio, Galasso ha partecipato alla Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Potenza (BIAC) con l’opera Carpe Diem, nata attraverso l’assemblaggio di oggetti in disuso — tra cui una vecchia bilancia e un cerchio di cartone pressato — che, nel grembo della fantasia e della mente dell’artista, prendono vita fondendosi tra di loro.

Nel corso del suo percorso, ha ottenuto importanti riconoscimenti: nel 2022 prende parte alla fiera internazionale Art3F di Marsiglia, ricevendo un attestato di merito per l’opera Infinitudine dell’autocoscienza; nello stesso anno partecipa alla mostra collettiva presso la Scuola di Arti Musicali Federico II di Melfi. Il 2024 lo vede distinguersi al concorso “La Magia del Natale” di Matera, organizzato da Officina Mediterranea presso il Palazzo dell’Annunziata, dove si classifica al primo posto nella sezione artigianato artistico con l’opera Semen Spei, realizzata in collaborazione con Joy Santarsiero.

Il 2025 segna un’ulteriore crescita artistica: consegue il diploma nel Laboratorio creativo di ceramica organizzato da CSV Basilicata e partecipa a diverse esposizioni a Melfi, tra cui ART MAKING, ANIME IN VIAGGIO e UNO SGUARDO OLTRE. Nello stesso anno realizza una mostra personale ad Avigliano in occasione dell’evento “Via degli Artigiani”, consolidando la propria presenza sul territorio, e conquista nuovamente il primo premio a Matera nella sezione scultura con l’opera Essenza. Presente stabilmente sul territorio con esposizioni permanenti a Melfi e collaborazioni a installazioni urbane collettive come Laudatosì – Melfi Città della Luce, Galasso dimostra, con un linguaggio tradizionale e allo stesso tempo innovativo, come ancora oggi l’arte continui a vivere, a parlare e a mostrarsi al pubblico.

Officina Mediterranea APS

Associazione Culturale e Promotrice

«LARteVO ci insegna che la materia non muore mai davvero, se c'è uno sguardo capace di rileggerla. E che l'arte, se sincera, non è mai silenziosa.»
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Nel cuore della Basilicata, dove le radici affondano in una terra antica e la creatività si rinnova nel quotidiano, nasce LARteVO: Laboratorio d’Arte e Riciclo Vecchi Oggetti, il progetto originale di Berardino Galasso, pittore e artigiano visionario. Con LARteVO, Galasso restituisce vita e significato a materiali dimenticati, trasformandoli in opere cariche di memoria, denuncia e poesia.

La sua arte è un dialogo costante con la materia e con l’anima. Ogni creazione nasce da un’urgenza interiore e si traduce in linguaggio visivo potente, essenziale, a tratti provocatorio. Emblematica è l’opera Essenza, in cui l’artista esplora il concetto di identità e verità interiore: una figura stilizzata, scavata, quasi archetipica, si staglia in un contesto spoglio, per invitare l’osservatore a guardare oltre l’apparenza, verso ciò che realmente siamo, spogliati delle sovrastrutture.

Ma è con la sua più recente opera, Assuefazione, che Galasso tocca uno dei vertici più intensi del suo percorso. In questo lavoro, l’artista decide di non spiegare nei dettagli i simboli utilizzati, lasciando che sia il pubblico, attraverso uno sguardo attento, a cogliere il significato. Tuttavia, ci offre una riflessione lucida e tagliente: “Ho pensato di denunciare, o semplicemente immortalare, a modo mio, uno dei mali più grandi del nostro tempo: la quasi totale indifferenza della politica internazionale e dell’opinione pubblica verso i veri problemi che affliggono l’umanità e ci negano il diritto alla vita”.

Un’opera, dunque, che diventa grido, specchio e provocazione. OFFICINA MEDITERRANEA accoglie e promuove con entusiasmo la voce artistica di Berardino Galasso, capace di coniugare estetica e coscienza, bellezza e consapevolezza. LARteVO ci insegna che la materia non muore mai davvero, se c’è uno sguardo capace di rileggerla. E che l’arte, se sincera, non è mai silenziosa.

Rossella Liccione

Visual Artist

L'essenza che risiede in ogni cosa

«Un grido di libertà che prende vita attraverso la rielaborazione e la destrutturazione della materia stessa: Galasso trasforma l'oggetto privo di vita in un'unica voce, un unico racconto, infinite storie.»
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Strato dopo strato per arrivare attraverso la materia al subconscio. Rigenerare respiro e linfa alla terra, custode eterno della materia che l’essere umano usa e getta.

Berardino Galasso affonda la materia, riscrive la fibra salda e assembla il metallo perché possa pulsare di battiti nuovi: l’essenza che risiede in ogni cosa. Un grido di libertà che prende vita attraverso la rielaborazione e la destrutturazione della materia stessa. Quella stessa voce imprigionata nell’oggetto ormai privo di vita, Galasso lo trasforma lasciando un segno visibile della propria identità, non cancella ma trasferisce alla materia altra materia per codificare e impiantare tracce di vissuto, un’unica voce, un unico racconto, infinite storie raccolte attraverso diversi materiali, per far vibrare e consegnare all’uomo la verità.

Una verità cruda, che custodisce la fragilità del mondo, la non curanza del sé, ma allo stesso tempo invita il fruitore a prendere consapevolezza degli stadi più profondi della psiche, lanciando un messaggio di cura e gentilezza verso l’universo fatto di materia e linfa.

Attraverso l’uso dei quattro elementi: aria, acqua, terra e fuoco, Berardino Galasso crea nuove visioni. Ricerca, sperimentazione, assemblaggio, riciclo, riuso, ricodificare, destrutturare, raccontare, far riemergere. Questi sono solo alcuni dei tratti significativi dell’arte che Galasso firma alle sue sculture.

Mariapina Logrippo

Artista

«Nei suoi lavori comunica il caos della società moderna, interrogando il dialogo tra l'anima e l'equilibrio spirituale dell'individuo.»
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Berardino Galasso è un’artista poliedrico che continua, nella sua ricerca espressiva, a stupire il pubblico con sculture e dipinti materici. Nei suoi lavori comunica il caos della società moderna, interrogando il dialogo tra l’anima e l’equilibrio spirituale dell’individuo.

Nel suo studio elabora temi di attualità come la guerra, l’abuso dei poteri forti e la fragilità sociale, orientando al contempo la riflessione verso la dimensione dello spirito, un territorio cosmico che solo l’anima può toccare. Il colore infonde una spiccata carica espressiva legandosi a ciascun elemento impiegato con grande maestria per veicolare un messaggio concettuale e artistico.

Nelle sue opere Galasso unisce esperienza e padronanza tecnica nel saper assemblare materiali di recupero come legno, metallo, cartone, pietre e oggetti di uso comune, trasformando la materia in pura sperimentazione e innovazione.

Adriana Mecca

Artista

«Legno vissuto e materiali di vario genere, grazie al suo intelletto e alla sua perizia, ritrovano forma, anima e dignità, facendosi racconto.»
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“Bera”, come amo chiamarlo, è un artista polimaterico le cui opere nascono dal recupero di ciò che altri scartano. Legno vissuto e materiali di vario genere, grazie al suo intelletto e alla sua perizia, ritrovano forma, anima e dignità, facendosi racconto.

Ogni sua creazione è un pezzo unico, in perfetto equilibrio tra natura e arte sostenibile. Distintosi in numerose rassegne per l’autenticità del suo linguaggio e la carica emotiva delle sue opere, Berardino non è solo un artista straordinario, ma anche una persona d’ampia disponibilità, umile e un caro amico.

ARPA (Andreolo Raimondo Pompeo Antonio)

Biennale Internazionale d'Arte Contemporanea di Potenza (BIAC)

«La Tua opera, folgorante esempio di alta maestria, ha impresso un segno indelebile in questa Biennale Internazionale d'Arte Contemporanea di Potenza.»
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Pregiatissimo Maestro Berardino Galasso, la Tua opera, folgorante esempio di alta maestria, ha impresso un segno indelebile in questa Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Potenza. È per me motivo di profondo orgoglio e autentico onore aver accolto nel percorso espositivo della rassegna un manufatto artistico di così elevato e fulgido pregio.

Con viva stima e mutuo onore,

Andreolo Raimondo Pompeo Antonio (in arte ARPA)

Del Maestro Andreolo è anche la nota critica su L’Inevitabile – Reboot 6.0.

Il viaggio di Elia

In questo cammino corale

In questo cammino corale, le visioni dell'artista incontrano la penna della figlia Francesca, le cui narrazioni danno voce e anima ai passi di Elia, consegnando al lettore un viaggio profondo di pura resilienza.

Testi narrativi
Francesca Galasso
Postfazione
Dott. Daniele Galasso
Fotografie
Antonio Pio Galasso
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